{"id":1035,"date":"2023-02-20T15:21:36","date_gmt":"2023-02-20T15:21:36","guid":{"rendered":"https:\/\/mama.itemartini.edu.it\/?p=1035"},"modified":"2023-02-21T08:59:02","modified_gmt":"2023-02-21T08:59:02","slug":"mio-fratello-tutta-una-vita-con-peppino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/mama.itemartini.edu.it\/?p=1035","title":{"rendered":"Mio fratello. Tutta una vita con Peppino"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">di Giovanni Impastato<br>Ed. Libreria Pienogiorno, pagg. 281, Euro 17,00<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una vita con Peppino<br><em>&#8220;Sei andato a scuola, sai contare?&#8221;<br>&#8220;Si, so contare&#8221;<br>&#8220;E sai camminare?&#8221;<br>&#8220;Si, so camminare&#8221;<br>&#8220;E contare e camminare insieme lo sai fare?&#8221;<br>&#8220;Credo di si&#8221;<br>&#8220;Allora forza, conta e cammina\u2026 1, 2, 3, 4.. .&#8221;<br>&#8220;Ma dove stiamo andando?&#8221;<br>&#8220;\u2026Conta e cammina\u202695, 96, 97, 98, 99, 100\u2026 Lo sai chi ci abita qui?<br>&#8220;U\u2019zu Tano ci abita qui\u2026 Cento passi ci sono da casa nostra, cento passi&#8221;.<\/em><br>Si potrebbe pensare che siano parole pronunciate da un pazzo. Perch\u00e9 mai qualcuno potrebbe essere interessato a sapere se sai contare e camminare ma, soprattutto, che cosa hanno di cos\u00ec importante questi 100 passi e, infine, chi \u00e8 lo zio Tano? I cento passi sono la distanza che separa casa di Peppino da quella dello zio Tano o semplicemente Gaetano Badalamenti. Sono le parole di apertura del brano I 100 passi dei Modena City Ramblers tratte dall\u2019omonimo film del 2000 di Marco Tullio Giordana, film che racconta la vita dell\u2019attivista Peppino Impastato la cui data di morte coincide tragicamente con quella di Aldo Moro. Era il 9 Maggio del 1978. Dopo il successo del film di Marco Tullio Giordana che ha permesso alla figura di Peppino di uscire dall\u2019ombra in cui la storia dei manuali l\u2019aveva relegata, nel 2021 esce il romanzo di Giovanni Impastato, Mio fratello: Tutta una vita con Peppino. Primo elemento del libro da cui il lettore viene colpito \u00e8 l\u2019uso ricorrente del dialetto siciliano, scelta interessante in quanto conferisce maggiore credibilit\u00e0 e veridicit\u00e0 al racconto. L&#8217;autore sceglie di dividere il libro in tre parti. Il libro si apre con una frase di Gramsci che sottolinea l&#8217;importanza dell&#8217;istruzione vista come mezzo di rivolta per arrivare ad un cambiamento sociale: \u201cIstruitevi, perch\u00e9 avremo bisogno di tutta la nostra intelligenza. Agitatevi, perch\u00e9 avremo bisogno di tutto il nostro entusiasmo. Organizzatevi, perch\u00e9 avremo bisogno di tutta la nostra forza\u201d.<br>La narrazione si apre nel comune di Cinisi, frazione e parte della citt\u00e0 metropolitana di Palermo. La famiglia di Peppino \u00e8 una famiglia di agricoltori legati alla mafia e lo stesso padre, Luigi, era stato spedito al confino durante il periodo fascista proprio con l&#8217;accusa di essere mafioso. Lo zio di Peppino, Cesare Manzanella, capomafia di Cinisi, fu ucciso in un attentato:<br>&#8220;Arrivano tutti, arrivano i contadini, arrivano gli amici di Cinisi, arriva un&#8217;ambulanza, arrivano i carabinieri\u2026 Arriva lo zio Matteo, che abbraccia la mamma stretta stretta. E lei piange e non nasconde le lacrime. Rubiamo notizie dai discorsi dei grandi. Niente pistole o fucili, per lo zio Cesare. Per ucciderlo \u00e8 scoppiata una bomba, nascosta in un&#8217;automobile piazzata davanti a casa, sulla strada. Lui doveva partire con la sua Giulietta e si \u00e8 trovato la strada sbarrata. Insieme a Filippo si sono avvicinati per spostarla e la bomba \u00e8 esplosa.<br>\u00abUna bomba\u00bb commenta Peppino. \u00abPer il capo una bomba, certo\u00bb.Lui capisce. Per me \u00e8 buio totale.&#8221;<br>La seconda parte del libro rappresenta l&#8217;essenza di quella che \u00e8 stata la figura di Peppino. Si apre subito dopo la morte dello zio Cesare e ripercorre tutte le azioni di attivismo anti mafia messe in atto da Peppino sino al maledetto 9 Maggio 1978. Tra le scelte pericolose di cui era ampiamente consapevole che avrebbe dovuto pagare il prezzo: la creazione di Radio Aut che aveva sede a Terrasini e non a Cinisi come \u00e8, in genere, riportato dai media ed era ricevibile sulla frequenza di 98.800 MHz a Terrasini e dintorni, la sua candidatura alle elezioni comunali nella lista di Democrazia Proletaria. La seconda parte del romanzo si chiude con la sparizione di Peppino nella notte del 8 maggio 1978. &#8220;Ci confrontiamo ancora la sera del 6 maggio. Lui \u00e8 ottimista.Il giorno dopo non lo vedo,troppo preso a incontrare, dire, incoraggiare. La sera dell&#8217;8 maggio sparisce. Sparisce per sempre&#8221;<br>Nella terza parte del romanzo l\u2019autore racconta i funerali di Peppino e tutti i tentativi di depistaggio messi in atto nel corso degli anni per coprire le vere motivazioni della sua morte. Infatti, solo grazie all\u2019impegno della madre Felicia, del fratello Giovanni e di tutti i compagni del Centro siciliano di documentazione, si riuscirono a trovare elementi tali da consentire di chiedere la riapertura dell\u2019inchiesta sulla sua morte. La svolta arriv\u00f2 nel 1984 grazie ad Antonino Caponnetto che, basandosi anche sulle indicazioni del predecessore Rocco Chinnici e sui documenti riguardanti il caso, arriv\u00f2 a riconoscere la natura mafiosa dell\u2019omicidio. Questo ha rappresentato una svolta importantissima nella lettura della morte di Peppino perch\u00e9 l\u2019ha svincolata in modo definitivo dall\u2019ombra del suicidio.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Giovanni ImpastatoEd. 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