{"id":1107,"date":"2023-02-21T09:07:26","date_gmt":"2023-02-21T09:07:26","guid":{"rendered":"https:\/\/mama.itemartini.edu.it\/?p=1107"},"modified":"2023-03-03T10:48:32","modified_gmt":"2023-03-03T10:48:32","slug":"gli-studenti-del-martini-incontrano-i-testimoni-le-stragi-di-mafia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/mama.itemartini.edu.it\/?p=1107","title":{"rendered":"Gli studenti del Martini incontrano i testimoni: le stragi di mafia"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nell\u2019ambito del progetto \u201cGli studenti del Martini incontrano i testimoni\u201d, il 3 dicembre si \u00e8 svolto un incontro tra le classi quinte dell\u2019ITE Martini e tre testimoni, diretti e indiretti, delle Stragi di Capaci e Via D\u2019Amelio, avvenute esattamente 30 anni fa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ad aprire l\u2019incontro \u00e8 stato il Dirigente scolastico Domenico Ripa, che ha spiegato come tutti coloro che hanno memoria delle stragi di mafia, ricordano esattamente cosa stessero facendo e dove fossero quando queste avvennero. In particolare ricorda l\u2019amarezza nei cuori di tutti, espressa dalle parole di Antonino Caponnetto che disse \u201c<em>\u00e8 finito tutto\u201d.<\/em> Ma, per fortuna, grazie ad uomini come Caponnetto stesso, come Ayala e il dott. De Angelis, non fu cos\u00ec.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/mama.itemartini.edu.it\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/locandina-730x1024.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-1108\" width=\"508\" height=\"712\" srcset=\"https:\/\/mama.itemartini.edu.it\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/locandina-730x1024.png 730w, https:\/\/mama.itemartini.edu.it\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/locandina-214x300.png 214w, https:\/\/mama.itemartini.edu.it\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/locandina-768x1078.png 768w, https:\/\/mama.itemartini.edu.it\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/locandina-1094x1536.png 1094w, https:\/\/mama.itemartini.edu.it\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/locandina-1459x2048.png 1459w, https:\/\/mama.itemartini.edu.it\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/locandina-696x977.png 696w, https:\/\/mama.itemartini.edu.it\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/locandina-1068x1499.png 1068w, https:\/\/mama.itemartini.edu.it\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/locandina-1920x2695.png 1920w\" sizes=\"auto, (max-width: 508px) 100vw, 508px\" \/><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La prima testimone ad essere intervenuta \u00e8 stata <strong>Emanuela Loi<\/strong>, nipote dell\u2019omonima agente di Polizia di Stato tra le vittime della strage di Via D\u2019Amelio. Come la zia, Emanuela Loi \u00e8 agente di Polizia e ha dichiarato di essere orgogliosa del suo nome e del suo lavoro, impegno che ha assunto per s\u00e9 stessa e per chi ha dato la vita per una causa comune.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Segue l\u2019intervento del giornalista <strong>Francesco Pinna<\/strong>, che ha spiegato come, mentre ai tempi di Falcone e Borsellino, i magistrati erano considerati veri e propri eroi poich\u00e9 rischiavano la vita pubblicamente, invece, ora che la mafia ha cambiato strategia, anche i magistrati lavorano sottotraccia e, per contro, si rischia di vedere ammirate ed emulate, figure che rappresentano l\u2019opposto della giustizia.<br><\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/lh6.googleusercontent.com\/EKvawj2cKHLpS_nijQFJ82w8nuQMor8MF1hgtWwC6iim8juoRbYe67m2AiFHbUxT_-b_EiX0MTPrFhtgtny4jnV0Q23ce2m0hxQn0XVoW3oP-F16huduBGi3VwxOW_tdB4ERZZ9TwpaBSSvBt0Yxeg\" alt=\"\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Giuseppe Ayala<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il secondo testimone \u00e8 stato <strong>Giuseppe Ayala<\/strong>, &nbsp;ex Magistrato presso la procura di Palermo, pubblico ministero al primo maxiprocesso contro la Mafia, ex Deputato e Senatore della Repubblica, ora in pensione. Inizi\u00f2 la sua carriera come procuratore a Palermo proprio negli anni in cui la mafia stava progressivamente cambiando la propria&nbsp; strategia e, in particolare, Riina e Provenzano pensavano di essere abbastanza forti da intimidire lo Stato. Ma, proprio quando il 6 gennaio 1980 venne assassinato il Presidente della Regione Sicilia Piersanti Mattarella, i riflettori caddero su Cosa Nostra. Si sposta poi sulla figura di Giovanni Falcone e, in particolare, su quello che \u00e8 stato definito il \u201cmetodo Falcone\u201d. Falcone, rivoluzion\u00f2, infatti, la strategia investigativa e apr\u00ec alla condivisione dei fascicoli utili ai processi di mafia; tutti aspetti che ora possono sembrare banali, ma che ai tempi non lo erano. Bisogna partire dal 1983, quando,dopo l&#8217;assassinio del giudice Rocco Chinnici, Antonino Caponnetto chiese di essere trasferito da Firenze all&#8217;Ufficio istruzione di Palermo dove cre\u00f2 e coordin\u00f2 il pool antimafia formato da Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, Gioacchino Natoli, Giuseppe Di Lello e Leonardo Guarnotta la cui attivit\u00e0 culmina nel maxiprocesso di Palermo, celebrato a partire dal 10 febbraio 1986. Il processo si conclude con una sentenza<strong> <\/strong>di primo grado (19 ergastoli, 2.665 anni complessivi di reclusione, 11.542.000 di lire di multa, 114 assoluzioni) pronunciata il 16 dicembre 1987 e confermata nel secondo grado di giudizio e dalla Cassazione il 31 Gennaio del 1992.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Fu Tommaso Buscetta il primo a decidere, per motivi strettamente personali, di parlare e di raccontare, infrangendo il muro di omert\u00e0 che, sino a quel momento, aveva garantito la mafia. A seguito delle rivelazioni di Buscetta, si osserv\u00f2, anche, quanto lo Stato fosse indietro rispetto all\u2019argomento, basti pensare che la mafia era nata da almeno un secolo ma era citata frequentemente solo a partire dal 1982.&nbsp;<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/lh5.googleusercontent.com\/RKV7WwJErevifoUkBnjDsiS2s-jEJkNGnXHAbXenxppSEW6ACjn1vFuLp3bIEN3tbGb_6auzQuqi4wsJzGHeQVCMeukP7v0BB2pASpocVxyzhlrR-PzhlRxeQ7TiQoc5J1NbV3rS8nTfeB0H5J-oRw\" alt=\"\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Un momento del convegno<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il punto di arrivo dell\u2019intervento del dott. Ayala sono le stragi di mafia, dalle quali parte il terzo testimone, il Magistrato e, ad interim, capo della procura distrettuale antimafia di Cagliari <strong>Paolo de Angelis<\/strong>. Ripercorre in flashback quegli anni bui soffermandosi sul fatto che nei confronti di Falcone e di Borsellino ci furono atteggiamenti di isolamento e di mancanza di collaborazione anche da parte di alcuni colleghi. Erano, infatti, persone che davano fastidio, e sapevano di dar fastidio, consci del fatto che questo era fondamentale per il loro operato. Ha spiegato, poi, come la mafia si muova in silenzio, sottotraccia per questo \u00e8 necessario non abbassare l\u2019attenzione ma procedere congiuntamente nel lavoro di squadra. Conclude con un monito: bisogna essere come formiche operaie che, credendo nei valori comuni, si muovono e lavorano per il benessere di tutti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Segue il dibattito coordinato dai docenti Antonello Greco e Annalisa Vinci di cui riportiamo alcuni&nbsp; momenti significativi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Dott. Ayala, secondo lei i figli di Borsellino e Falcone conosceranno mai la verit\u00e0?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Falcone pensava che a controllare la mafia fossero alcuni centri occulti di potere, menti raffinatissime e lo disse gi\u00e0 prima del suo attentato. Probabilmente sapeva pi\u00f9 di noi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Domanda per il Dott. De Angelis e il dott. Ayala: la mafia finir\u00e0 un giorno?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Secondo Falcone, la mafia, come ogni fenomeno umano, \u00e8 una parabola. Disse, infatti, che, una volta smontato il negazionismo, la mafia, si sarebbe&nbsp; potuta&nbsp; anche sconfiggere e oggi ci sono molti pi\u00f9 mezzi per farlo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Domanda per il giornalista Francesco Pinna: ha mai avuto timore nello scrivere sulla mafia?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">No, nonostante le minacce e le ritorsioni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Dott. Ayala, quanto ha contribuito la rabbia della gente nelle indagini?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dopo le stragi, la rabbia divenne un sentimento comune: il muro di indifferenza fu in gran parte abbattuto e buona parte della popolazione divenne sostenitrice delle amministrazioni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Dott. De Angelis, oggi sarebbe possibile una nuova escalation di attentati mafiosi?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non credo, se si riflette, la strategia terroristica della mafia non ha fatto altro che danneggiare Cosa Nostra. Fu solo una piccola parentesi di 15 anni, e fu completamente fallimentare.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Dott. De Angelis, perch\u00e9 la mafia non \u00e8 cos\u00ec diffusa in Sardegna?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Negli anni del maxiprocesso all\u2019Anonima Sequestri fu dimostrato che i protagonisti si sarebbero potuti riunire in una grande organizzazione criminale cosa che non accadde forse perch\u00e9 i sardi, per motivi sociali, preferiscono riunirsi in bande separate.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Dott. De Angelis, pensa che la mafia approfitter\u00e0 dell\u2019attuale guerra in Ucraina?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La mafia tenter\u00e0 di farlo o lo sta gi\u00e0 facendo, la mafia russa \u00e8 la pi\u00f9 forte al mondo, \u00e8 legata alle mafie di tutto il mondo ed \u00e8 particolarmente attiva nel riciclaggio di denaro e in altre attivit\u00e0 economiche. Se non l\u2019ha gi\u00e0 fatto, tenter\u00e0 sicuramente di introdursi nel mercato bellico.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Dott. Ayala, cosa ricorda dei suoi dialoghi con sua nonna?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Mia nonna aveva grande personalit\u00e0 e dolcezza, tanto carisma e tanta fede. Quando mio padre decise per me che dovessi fare il banchiere, lei lo rimprover\u00f2 dicendo: \u201d<em>l\u2019uccellino \u00e8 destinato a volare in alto<\/em>\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Con la collaborazione degli alunni della 4F: Enrico Argiolas, Sara Calvia, Benedetta Contini, Giada Corrias, Mattia Piredda e Elisa Posadino.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nell\u2019ambito del progetto \u201cGli studenti del Martini incontrano i testimoni\u201d, il 3 dicembre si \u00e8 svolto un incontro tra le classi quinte dell\u2019ITE Martini e tre testimoni, diretti e indiretti, delle Stragi di Capaci e Via D\u2019Amelio, avvenute esattamente 30 anni fa. Ad aprire l\u2019incontro \u00e8 stato il Dirigente scolastico Domenico Ripa, che ha spiegato [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":6,"featured_media":1197,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"tdm_status":"","tdm_grid_status":"","footnotes":""},"categories":[38],"tags":[],"class_list":["post-1107","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-eventi"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/mama.itemartini.edu.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1107","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/mama.itemartini.edu.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/mama.itemartini.edu.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/mama.itemartini.edu.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/6"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/mama.itemartini.edu.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1107"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/mama.itemartini.edu.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1107\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1202,"href":"https:\/\/mama.itemartini.edu.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1107\/revisions\/1202"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/mama.itemartini.edu.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/1197"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/mama.itemartini.edu.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1107"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/mama.itemartini.edu.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1107"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/mama.itemartini.edu.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1107"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}