{"id":1426,"date":"2023-04-28T10:09:31","date_gmt":"2023-04-28T10:09:31","guid":{"rendered":"https:\/\/mama.itemartini.edu.it\/?p=1426"},"modified":"2023-04-28T14:30:23","modified_gmt":"2023-04-28T14:30:23","slug":"the-whale-una-storia-di-redenzione-e-autenticita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/mama.itemartini.edu.it\/?p=1426","title":{"rendered":"The Whale: una storia di redenzione e autenticit\u00e0"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201cMi dispiace\u201d. \u00c8 questa la frase che Charlie, il protagonista del film, ripete a pi\u00f9 riprese nel corso della storia. Una frase che forse dovremmo dire pi\u00f9 spesso e con sincerit\u00e0, prima di tutto verso noi stessi, e poi verso gli altri. In sala, quasi a contrasto, il silenzio assoluto, segnale che il film proiettato non \u00e8 il solito lungometraggio che riempie le sale e che punta a vendere biglietti, ma un viaggio, un invito a riflettere. Il cinema, quando riesce in questo intento, si eleva e diventa arte, diventa vita.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 impossibile infatti non cogliere lo splendido messaggio di questo racconto, perch\u00e9 in fondo Charlie non ha nulla di straordinario, eppure, in s\u00e9, \u00e8 davvero eroico: professore universitario di letteratura in un corso per corrispondenza, \u00e8 un uomo che, a seguito di un doloroso lutto e dell\u2019aver abbandonato la sua famiglia per il grande amore, si rifugia in un\u2019esistenza tutt\u2019altro che gratificante, isolata, precaria (sia nella salute mentale che fisica), persino malsana. Charlie \u00e8 gravemente obeso, trascurato, \u00e8 un uomo che si \u00e8 arreso e al quale sono rimaste ben poche consolazioni se non il cibo, l\u2019amica Liz, un\u2019infermiera che lo assiste e supporta come pu\u00f2, e le parole, forse l\u2019unica cosa che lo tiene davvero ancorato alla realt\u00e0 \u2013 e non soltanto per lavoro \u2013 ma anche alla vita stessa. Le parole, infatti, sembrano quasi ridargli quella fiducia nell\u2019umanit\u00e0 che sembra aver perso, o semplicemente dimenticato. Ma allora in cosa Charlie \u00e8 un eroe? In cosa \u00e8 davvero esemplare? \u00c8 un umano nella sua forma pi\u00f9 pura e imperfetta, specialmente quando la figlia Ellie ritorna nella sua vita.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Suo polo opposto, Ellie \u00e8 un\u2019adolescente ribelle e a tratti spietata, risentita verso il padre \u2013 che l\u2019ha lasciata per stare con un uomo \u2013 e verso tutto ci\u00f2 che la circonda. Il suo odio, che riversa sui social network, non sembra per\u00f2 scoraggiare Charlie, che riesce in qualche modo a vedere in lei quanto di pi\u00f9 bello possa esserci in una figlia per un padre. Ed ecco il primo gesto eroico ed esemplare del protagonista: credere che nella figlia ci sia del buono, nonostante il vissuto difficile, che sia speciale e unica, e farglielo capire. Anche qui, le parole sono il mezzo della pace, della mediazione e del perdono. \u201cOdio tutti\u201d, scrive Ellie su un quaderno dopo essere stata sollecitata dal padre a tirare fuori la sua autenticit\u00e0. Sono parole che lo commuovono, perch\u00e9 vere, una maschera che lascia cadere inconsapevolmente per mettersi a nudo, parole che solo Charlie riesce a vedere davvero, cosa che sembra scalfire la corazza di Ellie, che pensa che la scuola sia inutile, che la poesia sia solo un mucchio di sciocchezze e che, in fondo, ci\u00f2 che ha da dire non ha cos\u00ec tanta importanza.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Eppure la verit\u00e0 in questo film riesce ad emerge sempre, perch\u00e9 il bisogno di essere autentici, in un certo senso, \u00e8 inseparabile dalla natura umana. Ed ecco qui il secondo gesto eroico ed esemplare del protagonista: il suo progetto di redenzione, senza filtri, come quella <em>webcam<\/em> che tiene spenta durante le sue lezioni. Cosa \u00e8 davvero disposto a fare un padre? Charlie ce lo dimostra magistralmente, non solo cercando di spiegare a Ellie quanto sia importante essere se stessi, ma anche e soprattutto costruendo attorno a lei quel futuro che si \u00e8 sempre negato poich\u00e9 non ritiene di meritare. La redenzione, dunque, assume un aspetto tutt\u2019altro che spirituale, bens\u00ec morale, un gesto che risponde a un dovere, quello di fare la cosa giusta, e che va ben oltre il legame di sangue. Non si tratta pi\u00f9 infatti di confessare solo i propri peccati e attendere il perdono e la vita eterna, ma di assicurarsi in ogni modo che del dolore terreno resti qualcosa di significativo e utile, un piccolo frammento di felicit\u00e0 destinato ai propri cari. Solo questo conta e vale pi\u00f9 del perdono stesso. La Bibbia, menzionata in alcune occasioni, perde quasi significato da questo punto di vista, come se le sue parole fossero troppo lontane da quello che \u00e8 il vero vissuto umano. La fede, cos\u00ec, perde immediatezza e dimensione, a favore del fedele, l\u2019uomo, tremendamente pi\u00f9 complesso e imprevedibile.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In conclusione, sarebbe banale affermare che si tratta solo di questo, ma il bello del cinema \u00e8 che un film non si vede mai solo una volta. Per questo, accontentiamoci, per ora, di riflettere su questi due aspetti, autenticit\u00e0 e redenzione, e di chiamare questa storia semplicemente \u201cla storia di Charlie\u201d, quella di un eroe ordinario che trova il coraggio di essere invece di apparire, e di redimersi, facendo qualcosa che supera il semplice altruismo missionario,&nbsp; qualcosa che cambia le vite, senza grossi gesti eclatanti e cerimoniosi: fare ci\u00f2 che \u00e8 giusto.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cMi dispiace\u201d. \u00c8 questa la frase che Charlie, il protagonista del film, ripete a pi\u00f9 riprese nel corso della storia. Una frase che forse dovremmo dire pi\u00f9 spesso e con sincerit\u00e0, prima di tutto verso noi stessi, e poi verso gli altri. In sala, quasi a contrasto, il silenzio assoluto, segnale che il film proiettato [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":64,"featured_media":1428,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"tdm_status":"","tdm_grid_status":"","footnotes":""},"categories":[34],"tags":[],"class_list":["post-1426","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-cultura-arte-musica"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/mama.itemartini.edu.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1426","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/mama.itemartini.edu.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/mama.itemartini.edu.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/mama.itemartini.edu.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/64"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/mama.itemartini.edu.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1426"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/mama.itemartini.edu.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1426\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1427,"href":"https:\/\/mama.itemartini.edu.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1426\/revisions\/1427"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/mama.itemartini.edu.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/1428"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/mama.itemartini.edu.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1426"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/mama.itemartini.edu.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1426"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/mama.itemartini.edu.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1426"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}