{"id":1552,"date":"2024-04-30T06:03:17","date_gmt":"2024-04-30T06:03:17","guid":{"rendered":"https:\/\/mama.itemartini.edu.it\/?p=1552"},"modified":"2024-04-30T06:03:18","modified_gmt":"2024-04-30T06:03:18","slug":"facebook-lo-specchio-della-nostra-vita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/mama.itemartini.edu.it\/?p=1552","title":{"rendered":"Facebook. Lo specchio della nostra vita"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Come sarebbero stati il mondo e le nostre vite se quel giorno l&#8217;attuale fondatore di Meta avesse deciso di non premere quel pulsante d\u2019invio e Facebook non fosse mai andato online<\/em>?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Vent&#8217;anni fa, Mark Zuckerberg, uno studente di Harvard, insieme ad un gruppo di amici decise di lanciare una rete sociale dedicata al mondo universitario; il successo fu immediato, e da l\u00ec, in poco tempo si allarg\u00f2 ad altre universit\u00e0 americane per poi avere la diffusione mondiale che noi oggi conosciamo, aprendo il \u201cgrande portale\u201d di internet e dando il via ad un\u2019ampia e vasta gamma di social media.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Facebook fu una vera rivelazione per tutti, ma dalla sua creazione nel 2004, la strada per arrivare fino ad oggi \u00e8 stata parecchio tortuosa; il social ha dovuto affrontare diversi problemi, soprattutto sul fronte privacy: dallo scandalo esploso nel marzo del 2018 per la raccolta di dati personali di milioni di account senza consenso usati poi per fare propaganda, all\u2019attraversamento di un periodo buio sfociato nella trasformazione del social in Meta, nell&#8217;ottobre 2021 per fare fronte a una \u201cnuova vita\u201d, mettendo in primo piano anche l&#8217;intelligenza artificiale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Oggi, Facebook \u00e8 una delle societ\u00e0 che vale di pi\u00f9 al mondo: con oltre due miliardi di utenti attivi al giorno, \u00e8 diventato uno dei social che ormai, si \u00e8 radicato all\u2019interno delle nostre vite: stravolgendo la societ\u00e0 e il concetto di privacy, amicizia, informazione, politica e lavoro con la nascita di nuove professioni all&#8217;insegna dei like, \u00e8 riuscito a ridefinire persino il concetto di realt\u00e0 e virtualit\u00e0, ora pi\u00f9 che mai con l\u2019intelligenza artificiale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dato che ancora non si pu\u00f2 tornare indietro con il tempo, alcune persone si sono poste delle domande, per esempio quella sopra riportata, oppure domande come \u201cCome sarebbe stato il mondo dell\u2019informazione senza Facebook?\u201d; per trovare le risposte ad ognuna di esse, ci ha pensato ChatGBT, una piattaforma basata sull\u2019intelligenza artificiale e sull\u2019apprendimento automatico.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201c<em>La mancanza di una piattaforma cos\u00ec ampiamente adottata potrebbe aver<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>mitigato fenomeni di disinformazione e polarizzazione. Le persone potrebbero aver cercato informazioni su piattaforme pi\u00f9 specializzate, promuovendo una maggiore diversit\u00e0 di opinioni e una valutazione pi\u00f9 critica delle fonti<\/em>\u201d, risponde cos\u00ec ChatGBT, in modo cos\u00ec vago e superficiale; io, invece, credo che ci sia pi\u00f9 di questo\u2026<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sicuramente, chi appartiene alle generazioni precedenti vede in un\u2019ipotetica assenza dei social network, la possibilit\u00e0 di un ritorno verso strumenti e modi di comunicare del passato; basti pensare che prima degli sms, email, e messaggi whatsapp, principalmente si comunicava attraverso la corrispondenza scritta\u2026 di conseguenza non verremmo distratti dal flusso continuo di notifiche e ci preoccuperemmo di pi\u00f9 di quello che ci accade attorno.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Oggi, invece, soprattutto per noi giovani, condividere una notizia su Internet \u00e8 indubbiamente un\u2019azione attiva che compiamo tutti noi almeno una volta al giorno, se pur intenzionalmente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma cosa ci spinge a farlo? Perch\u00e9 lo facciamo?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Io credo che ci serva innanzitutto per rimanere in contatto e sentirci connessi alla nostra rete, ormai al nostro nuovo mondo virtuale, per mostrare ci\u00f2 che pensiamo; inoltre, credo sia un modo per presentarsi, per dare un\u2019immagine di s\u00e9, per comunicare qualcosa su come si \u00e8, attraverso un contenuto che diffonda le nostre opinioni e il nostro punto di vista.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La condivisione di notizie proietta l\u2019identit\u00e0 di chi condivide; non \u00e8 un caso che sia proprio Facebook il social pi\u00f9 utilizzato per condividere news: \u00e8 un ambiente \u2018sicuro\u2019 in cui la rete di contatti \u00e8 selezionata e composta da amici. L\u2019intento, secondo alcune persone, non \u00e8 condividere per far cambiare opinione alla rete ma mantenere dei legami solidi basati su interessi comuni: non \u00e8 un caso che gli argomenti pi\u00f9 condivisi riguardino cibo, salute e viaggi, tutte tematiche tendenzialmente neutre e non divisive.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dalle condivisioni, nasce poi il termine \u201cfake news\u201d, un&#8217;espressione che, da qualche anno, \u00e8 entrata cos\u00ec tanto nell&#8217;uso comune da diventare ormai una sorta di avvertimento, perch\u00e9 il dibattito pubblico sulla disinformazione \u00e8 ormai un argomento alla portata di tutti.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E\u2019 vero, infatti, che a causa di internet, soprattutto attraverso i social media, le notizie false e la distorsione della realt\u00e0 entrano in circolazione in modo pi\u00f9 semplice e rapido, riuscendo cos\u00ec a raggiungere un immenso pubblico.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">C\u2019\u00e8 chi pensa a una strategia efficace che in futuro potrebbe focalizzarsi su come fornire gli strumenti per smentire notizie false, mentre io, penso l\u2019esatto opposto\u2026 come sarebbe stato il mondo se tutto questo non fosse mai esistito? Saremmo stati pi\u00f9 o meno informati? Pi\u00f9 o meno socievoli?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non c\u2019\u00e8 dubbio: il mondo senza Internet sarebbe stato molto diverso rispetto a quello che conosciamo oggi; ecco perch\u00e9 \u00e8 tutt\u2019altro che banale chiedersi se il mondo dell\u2019informazione senza Facebook sarebbe stato migliore, pi\u00f9 libero, meglio informato e pi\u00f9 coeso, oppure no.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Addirittura c\u2019\u00e8 chi sostiene che senza internet e Facebook la ricerca di informazioni richiederebbe pi\u00f9 tempo e sforzo, poich\u00e9 non sarebbe possibile accedere a un&#8217;enorme quantit\u00e0 di dati e risorse online\u2026<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Insomma, nelle nostre vite \u00e8 avvenuto un cambiamento radicale che ci ha spinti a compiere determinate azioni quotidiane di condivisione con il mondo reale e virtuale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In conclusione, l\u2019idea di una vita senza Facebook porterebbe ad una retrocessione del pensiero, ma il vero problema, secondo me, non \u00e8 pi\u00f9 tanto quello di pensare a come si sta senza, ma quello di creare un mondo dove poter guidare noi ragazzi, e anche quelli futuri, a stare in modo \u201csano\u201d sui social network.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E\u2019 nostro dovere avere la consapevolezza di ci\u00f2 che \u00e8 giusto e ci\u00f2 che \u00e8 sbagliato nei contenuti di tutti i giorni, e moderare nel modo corretto il tempo con cui utilizziamo questi strumenti per evitare che si creino brutte dipendenze.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non esiste un interruttore per spegnere internet o la tecnologia per sempre, ma esiste un interruttore per accendere il cervello!!!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Come sarebbero stati il mondo e le nostre vite se quel giorno l&#8217;attuale fondatore di Meta avesse deciso di non premere quel pulsante d\u2019invio e Facebook non fosse mai andato online? 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