{"id":1582,"date":"2024-04-30T13:34:13","date_gmt":"2024-04-30T13:34:13","guid":{"rendered":"https:\/\/mama.itemartini.edu.it\/?p=1582"},"modified":"2024-04-30T13:34:14","modified_gmt":"2024-04-30T13:34:14","slug":"a-spasso-per-cagliari","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/mama.itemartini.edu.it\/?p=1582","title":{"rendered":"A spasso per Cagliari"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le uscite didattiche che effettuo con le mie classi del triennio rientrano nell\u2019ambito delle \u201cattivit\u00e0 sul territorio\u201d e si configurano come ore di PCTO. Non occorre noleggiare pulmann e percorrere tanti chilometri: in orario scolastico basta semplicemente raggiungere in autonomia i luoghi in cui si iniziano i percorsi e muoversi a piedi per vedere e toccare con mano i beni culturali di cui la nostra splendida citt\u00e0 \u00e8 disseminata.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nelle classi terze le lezioni interattive e le verifiche in situ hanno come oggetto la Krly punica e la Caralis romana. Le tappe si snodano tra la necropoli punica di Tivixeddu e le pertinenze della Grotta della Vipera e del predio Ibba, le cisterne di alcuni esercizi commerciali del Corso, i resti della cosiddetta Villa di Tigellio, l\u2019anfiteatro romano e la necropoli tardo punica, romana e altomedievale di Bonaria.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le classi quarte, invece, vengono portate preferibilmente nei quartieri di Castello e Stampace per acquisire elementi importanti nella conoscenza&nbsp; topografica e urbanistica della citt\u00e0 medievale. Attraverso itinerari ponderati gli alunni comprendono la viabilit\u00e0 e la lottizzazione del fuso del Castello del Castellum Castri de Kallaro pisano, la forma d\u2019aquila ghibellina e la segnatura cruciforme guelfa degli assi ortogonali leggibili anche nella Caller catalano-aragonese, nella rocca alta come nelle appenditius rimaste fossilizzate per secoli. A Stampace, inoltre, dopo le lezioni frontali pi\u00f9 canoniche espletate in classe sul Barocco, gli alunni vengono interrogati in situ sulle chiese concentrate nel quartiere.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per le quinte, invece, sono previste visite guidate alle collezioni d\u2019arte moderna e contemporanea permanenti e temporanee, accanto a lezioni-esercitazioni sul territorio inerenti l\u2019architettura Neoclassica, Liberty, Razionalista, Brutalista, i nuovi quartieri di edilizia popolare i non luoghi nell\u2019ambito di una visione d\u2019insieme dei piani urbanistici ottocenteschi e novecenteschi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le ultime uscite didattiche hanno visto il coinvolgimento delle mie due quinte. Esco sempre con una classe per volta per evitare dispersione, distrazione e danni all\u2019interno di luoghi sensibili, oltre che per una questione di acustica (ma questo \u00e8 l\u2019ultimo dei problemi).&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un primo itinerario si \u00e8 snodato nel colle di Buoncammino, inizialmente inquadrato da un punto di vista geologico e topografico. La prima tappa \u00e8 stata presso la Cittadella dei Musei. Varcato il portale neoclassico disegnato dal Boyl, abbiamo toccato con mano le stratificazioni e le memorie storiche racchiuse nel complesso polivalente frutto della pregevole ristrutturazione degli anni \u201960 e \u201970 del Novecento ad opera degli architetti Cecchini e Gazzola: le cisterne romane, il mulino e le fortificazioni spagnole, il carcere di San Pancrazio, i musei, il Dipartimento di Scienze archeologiche e storico-artistiche con la biblioteca specialistica e la cappella settecentesca dell\u2019arsenale. La visita \u00e8 quindi proseguita all\u2019interno della Galleria Comunale del Giardino Pubblico, dove i ragazzi hanno potuto ammirare dal vivo l\u2019importante Collezione Ingrao d\u2019arte moderna e contemporanea. Quindi, attraverso la strada romana che collega le latomie a mezza costa siamo saliti alla Chiesa di San Lorenzo e al Carcere neoclassico di Buoncammino, dove abbiamo concluso il nostro percorso.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-group is-vertical is-layout-flex wp-container-core-group-is-layout-7c536dd4 wp-block-group-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-group\"><div class=\"wp-block-group__inner-container is-layout-constrained wp-block-group-is-layout-constrained\">\n<figure class=\"wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large is-style-default\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"768\" height=\"1024\" data-id=\"1584\" src=\"https:\/\/mama.itemartini.edu.it\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/Carla-Deplano-02-768x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1584\" srcset=\"https:\/\/mama.itemartini.edu.it\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/Carla-Deplano-02-768x1024.jpg 768w, https:\/\/mama.itemartini.edu.it\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/Carla-Deplano-02-225x300.jpg 225w, https:\/\/mama.itemartini.edu.it\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/Carla-Deplano-02-1152x1536.jpg 1152w, https:\/\/mama.itemartini.edu.it\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/Carla-Deplano-02-1536x2048.jpg 1536w, https:\/\/mama.itemartini.edu.it\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/Carla-Deplano-02-696x928.jpg 696w, https:\/\/mama.itemartini.edu.it\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/Carla-Deplano-02-1068x1424.jpg 1068w, https:\/\/mama.itemartini.edu.it\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/Carla-Deplano-02.jpg 1875w\" sizes=\"auto, (max-width: 768px) 100vw, 768px\" \/><\/figure>\n<\/figure>\n<\/div><\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019ultimo itinerario, infine, si \u00e8 concentrato sul Colle di San Michele dal cui svettante profilo ad anello non \u00e8 stato difficile rilevare insieme le propaggini della citt\u00e0 storica, le periferie e i nuovi quartieri di edilizia popolare con i vari marcatori territoriali e i non luoghi. La visita \u00e8 proseguita all\u2019interno del complesso polifunzionale dell\u2019omonimo Castello, di cui gli alunni hanno finalmente compreso la storia plurisecolare, le stratificazioni architettoniche, il recupero attraverso un lungo (e discutibile) restauro. Il terzo step \u00e8 consistito nell\u2019immersione nella collettiva d\u2019arte contemporanea nostrana \u201cBucolica Urbana\u201d, dove il rimando con i recentissimi murales della Street Art di Sant\u2019Elia ondeggia tra aspirazioni utopistiche e alienazione distopica. I ragazzi si sono cimentati in una riflessione interattiva imperniata su un doppio binario: stratificazioni, connessioni, legami, sostenibilit\u00e0, recupero della memoria e ricerca di un senso di appartenenza da una parte; gentrificazione, non luoghi, alienazione e crisi d\u2019identit\u00e0 individuale e collettiva dall\u2019altra.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Inutile dire che fuori dagli angusti confini spazio-temporali dell\u2019aula scolastica tutti diano di norma il meglio di s\u00e9, quanto a concentrazione, partecipazione ed un\u2019interazione creativa che funge di stimolo per una nuova consapevolezza delle infinite ricchezze del territorio pi\u00f9 prossimo, eppure cos\u00ec ignorato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tengo in serbo tante altre uscite didattiche. Ho sempre portato in giro &#8211; a costo zero &#8211; amici, conoscenti, parenti e chiunque si mostrasse curioso di apprendere cose nuove. Per il solo piacere di far scoprire parti di citt\u00e0 inedite ai pi\u00f9 e di condividere e divulgare una conoscenza specialistica, appannaggio di pochi addetti ai lavori. Uscire con gli alunni \u00e8 sicuramente pi\u00f9 impegnativo, ma \u00e8 anche vero che d\u00e0 molte pi\u00f9 soddisfazioni.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le uscite didattiche che effettuo con le mie classi del triennio rientrano nell\u2019ambito delle \u201cattivit\u00e0 sul territorio\u201d e si configurano come ore di PCTO. 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