Trattato sulla protezione degli Oceani.  Obiettivo 30×30

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    Dopo oltre dieci anni di negoziazioni, gli stati membri delle Nazioni Unite hanno trovato un accordo internazionale per la protezione degli oceani. L’intesa, frutto di un’alleanza fra Unione Europea, Stati Uniti, Gran Bretagna e Cina, prevede la protezione di un terzo dei mari entro il 2030.

    Questo argomento ha finalmente ricevuto l’attenzione di cui necessita, dato che, negli ultimi decenni, gli animali e le piante marine sono diventati sempre più vulnerabili e deboli soprattutto a causa del cambiamento climatico, della pesca eccessiva, del traffico navale e dell’inquinamento. Infatti, alcuni degli ecosistemi più importanti del pianeta, sono a rischio, con conseguente perdita di biodiversità e habitat e secondo le statistiche, tra il 10% e il 15% delle specie marine è già a rischio estinzione.

    Il Trattato è un mezzo per raggiungere l’obiettivo 30×30: far diventare aree protette entro il 2030 il 30% delle acque internazionali in cui tutti i paesi hanno diritto a pescare e navigare, obiettivo che è stato deciso lo scorso dicembre dai Paesi che hanno partecipato alla conferenza dell’ONU sulla biodiversità.

    L’accordo punta a tutelare e favorire la conservazione delle specie marine a rischio attraverso una serie di politiche e di iniziative finalizzate a sensibilizzare l’opinione pubblica; per esempio, prevede che nelle aree protette, stabilite dal nuovo accordo, vengano fissati limiti per quanto riguarda la pesca, le zone in cui possono transitare le navi, le attività di esplorazione che si possono svolgere e l’estrazione dei minerali dai fondali oceanici. E’ stata programmata anche la conferenza (COP), a cui dovranno partecipare i paesi aderenti, che si riunirà periodicamente per discutere delle questioni pertinenti.