Molti dei giganti della letteratura non hanno mai vinto il Premio Nobel e non sono i soli.
La storia del riconoscimento svedese, creato nel 1901 per volontà di Alfred Nobel, l’inventore della dinamite, è costellata di clamorose sviste in tutte le sei categorie in cui si articola: letteratura, medicina, fisica, chimica, pace ed economia. Al punto che sono in molti ormai a invocare una riforma delle sue regole, che lo metta al passo con la realtà di un mondo molto diverso da quello di oltre un secolo fa.
La settimana del premio è da poco finita e può essere utile ripercorrere l’incredibile hall of fame dei mancati vincitori e delle mancate vincitrici, anche se le donne meritano un discorso a parte: con quelli appena assegnati a Anne Huillier per la Fisica, a Katalin Karikò per la Medicina e a Narges Mohammadi per la Pace, sono infatti appena 64 le donne premiate su un totale di 999 Nobel assegnati in 122 anni.
Qui racconto alcune delle sviste, a partire da quella che non vide mai il Nobel per la Pace assegnato al Mahatma Gandhi, profeta della protesta non violenta, nonostante fosse stato nominato per cinque volte.
Una storia di pregiudizio antifemminile e antisemita è quella di Lise Meitner, la fisica austriaca costretta a fuggire dalla Germania in Svezia nel 1938, che probabilmente diede il principale contributo alla scoperta della fissione nucleare e predisse anche la possibilità di una reazione a catena. Il Nobel per la Fisica di quell’anno andò però al tedesco Otto Hahn, con il quale la Meitner aveva lavorato.
Invece Sigmund Freud venne nominato per ben 33 volte sia per la medicina che per la letteratura, ma sempre ignorato. Come spiega lo storico svedese Nils Hansson, autore del libro In che modo non si vince un Premio Nobel, il problema di Freud fu che i giudici della letteratura dicevano che se ne dovevano occupare quelli della medicina, però quelli di medicina lo ritenevano troppo letterario.
Un vero e proprio complotto si nascose invece dietro il mancato Nobel per la chimica a Dmitrij Mendeleev, creatore della tavola degli elementi periodici. Si racconta che sia stato un solo membro dell’Accademia, che dissentiva dal lavoro del russo, a bloccare il riconoscimento per un solo voto nel 1906. Più di recente, nel campo della medicina, va ricordato il torto che venne fatto all’italo-americano Robert Gallo nel 2008, quando il Nobel andò a Luc Montaignier e Francoise Barrè-Sinoussi per la scoperta dell’HIV, il virus dell’immunodeficienza umana. 106 scienziati scrissero una lettera alla rivista Science, riconoscendo i meriti dei due francesi, ma aggiungendo che «è ugualmente importante riconoscere i contributi di pari importanza del dottor Gallo». Lo stesso Montaignier si disse sorpreso che il premio non fosse stato diviso anche con il collega americano.
