Luisa Marci è un’atleta sarda. Bambina, si dedica alla corsa ma è l’incontro con Bargone a dare una svolta alla sua carriera. Per un progetto scolastico ho deciso di intervistarla.
Descriverebbe le emozioni provate con il record Allieve sui 1000 metri?
Con i 1000 metri ho stabilito il record italiano. Correre davanti al pubblico di Cagliari è stato come avere le ali ai piedi! Poi mi accorsi di avere successo. La mia notorietà era dovuta al parallelo successo del Cagliari Calcio, del Brill Cagliari e del pugilato.
Ha insegnato scienze motorie, come la scuola può incentivare l’atletica?
Ritengo l’educazione fisica importante: fa acquisire competenze e sviluppare capacità cognitive. I docenti devono trasmetterne i valori e incoraggiare i giovani. L’atletica appare ai ragazzi meno divertente, ma permette di migliorare.
Chi l’ha incoraggiata e ispirata?
Alle medie mi ha sostenuto l’insegnante di educazione fisica. Andai al Coni e si accorsero delle mie potenzialità. Correvo “facile”, mi divertivo senza un modello. Poi ho conosciuto Paola Pigni, una delle più forti mezzofondiste, amica e compagna in nazionale.
Quando ha capito che sarebbe arrivata in nazionale?
Vinti i campionati italiani, ho esordito nel triangolare Italia-Francia-Bulgaria: dovevo gareggiare con Paola, la capitana. Volevo starle dietro per il secondo posto e così fu. L’anno successivo, vinto il campionato italiano Juniores, fui convocata ai Campionati del mondo di Cross. Ho conosciuto anche delusioni e infortuni che mi hanno fatto crescere.
Qual è l’esperienza più bella sportiva e personale?
L’esperienza sportiva furono i mondiali: l’inno e tutte le squadre ti restano dentro! Dal punto di vista personale l’incontro con mio marito, con cui ho condiviso il lavoro e la famiglia.
Ci ha lasciato Riva, grande atleta. Come dovrebbe essere un atleta oggi?
Riva, che ho conosciuto, è stato un esempio: ha mostrato che i soldi non sono tutto. Se avesse avuto i social, li avrebbe utilizzati per trasmettere l’amore per lo sport e non per offendere o insultare.
Potrebbe dare 3 consigli a chi pratica sport?
Il primo è mettersi in gioco. Ho vinto il titolo italiano presto, ho gareggiato con atlete forti e migliorare il mio tempo era un risultato. Il secondo è fare una scelta personale senza alcuna pressione. Mia madre per fortuna mi seguiva distrattamente. Poi impegnarsi. Lo sport insegna a tirar fuori il meglio di te, ma è importante anche studiare: non c’è niente di peggio che un atleta sprovveduto.
Luisa Marci mi ha fatto conoscere più a fondo l’atletica e i benefici dello sport.
