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4 Novembre 1918: l’Italia vittoriosa ma addolorata per i suoi caduti

Istituita nel 1919, la celebrazione del 4 novembre è l’unica festa nazionale che ha attraversato decenni di storia italiana: dall’età liberale, al Fascismo, all’Italia Repubblicana; al fine di onorare i sacrifici e il sangue versato dei soldati caduti in guerra per l’impegno militare di difendere la nazione. 

Per ricordare i soltati caduti, in ogni città vengono celebrate parate musicali per onorare i monumenti dei caduti con una corona d’alloro, a Roma si svolge la cerimonia all’Altare della Patria per rendere omaggio al “Milite Ignoto” seguito da dei colpi d’artiglieria e dal passaggio delle Frecce Tricolori. 

Cosa rappresenta il 4 novembre per le forze armate? 

Nel 1918 l’esercito imperiale austro-ungarico pianificò una massiccia offensiva sul fronte italiano, da sferrare all’inizio dell’estate. L’attacco, che in seguito prese il nome di “battaglia del solstizio”, si infranse contro la resistenza opposta dal Regio esercito italiano sulla linea del fiume Piave. L’operazione era l’ultima possibilità per gli austriaci di modificare il corso della guerra, in quanto lo sfondamento avrebbe consentito l’accesso alla pianura padana; dopo l’insuccesso, le forze dell’Impero austro-ungarico erano talmente logore da non poter opporre una resistenza alla controffensiva italiana, che ebbe inizio il 24 ottobre con la battaglia di Vittorio Veneto. Decisiva vittoria per Armando Diaz, tanto che le truppe imperiali non riuscirono più a controbattere quello sfondamento decisivo. L’Italia poté così correre verso i propri obiettivi, prima della fine della guerra. Il 28 ottobre l’Austria – Ungheria chiese agli Alleati l’armistizio. La nazione era al collasso e oramai i diversi movimenti indipendentisti stavano facendo di tutto per sfruttare la situazione. Il 4 novembre, a Padova, entrò in vigore l’armistizio di Villa Giusti e da quel giorno fu celebrata come la giornata della vittoria italiana nella prima guerra mondiale. 

Come mai non viene commemorata come il 2 giugno? 

Il 23 ottobre 1922, il Regio decreto n. 1354 istituiva il 4 Novembre festa nazionale. Lo Status è rimasto invariato fino al 1977, quando per la giornata è stata trasformata in “festa mobile”, ossia si tengono celebrazioni istituzionali ma non è prevista la giornata festiva per lavoratori e studenti. Negli ultimi due decenni, dopo un periodo di appannamento, la festa è ritornata ad essere celebrata con manifestazioni ampie e diffuse, anche grazie al lavoro di valorizzazione dei simboli della Patria, compiuto a inizio anni Duemila del presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi. Nella sua storia, questa celebrazione ha assunto un nome diverso solo durante il ventennio fascista quando venne ribattezzata ‘Anniversario della Vittoria’. Dopo la Seconda Guerra Mondiale è tornata, però, ai titoli originari preferendo celebrare l’unità nazionale e il sacrificio delle forze armate piuttosto che il successo bellico. 

Il 4 novembre è una data molto importante, ma anche molto triste, perché molti dei nostri soldati sono morti per la Patria, combattendo con valore. Ritengo che ognuno di noi dovrebbe pensare e soffermarsi su quello che è successo, bisognerebbe pensare a tutti i coraggiosi soldati che hanno combattuto per proteggere i loro amati concittadini e per il nostro Paese. La guerra è una cosa orribile, crudele ma a quei tempi sembrava l’unica cosa che potesse risolvere i problemi. La maggior parte delle persone l’avevano intitolata come “La guerra che darà fine a tutte le guerre”, ma furono tutte menzogne della propaganda interventista. Tutti dicono che la guerra dovrebbe sparire dal mondo e fare in modo che regni la pace; ma chi veramente si impegna per realizzare questa idea? Siamo tutti bravi a parlare, ma nessuno ha il coraggio di mettere in pratica quello che dice, il mondo non cambia da solo, siamo noi a dover dare il massimo per renderlo un posto migliore!

Vi lasciamo con una poesia della raccolta “Allegria di naufragi” di Giuseppe Ungaretti 

Fratelli
Mariano, 15 luglio 1916 

Di che reggimento siete
fratelli?
Parola tremante
nella notte
Foglia appena nata
Nell’aria spasimante
involontaria rivolta 
dell’uomo presente alla sua 
fragilità 
Fratelli 

Alessandro Daniele Manca
Alessandro Daniele Manca
Studente ITE Martini Diplomato AS 2022/2023
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