L’essere umano nella sua vita attraversa diverse fasi, ognuna delle quali viene caratterizzata da esperienze, avvenimenti o semplici ricordi, che durante la nostra crescita affiorano casualmente, riportandoci, come delle visioni, ai momenti vissuti e oramai passati.
A volte avviene casualmente come reazione chimica del nostro cervello e non riusciamo a dargli una spiegazione. Altre volte bastano pochi secondi, risentire una voce, un rumore, un suono o la melodia di una canzone. È assurdo pensare come il nostro cervello possa farci provare tali emozioni solo in seguito all’ascolto anche di un solo strumento e, di conseguenza, come anche una voce possa far emozionare milioni di persone nel mondo, facendo sentire più vicini tutti gli essere umani, dalla folla al concerto, al ragazzo con gli auricolari, o da un adulto a un bambino accomunando qualsiasi individuo ad una sola canzone, a prescindere da quale sia il motivo.

Personalmente credo sia una cosa affascinante, che riesce a far crollare qualsiasi muro politico, geografico o etnico, e superando ogni barriera riesce a farci sentire l’essenza della persona, aldilà di chiunque essa sia. Altrettanto affascinante è riuscire ad immedesimarsi nelle parole di qualcuno come te, che ha passato la stessa fase della vita che stai passando tu, con gli stessi quesiti che ti poni tu ogni giorno, riuscendo a trovare conforto in quella voce, come fosse una mano esterna che apre un varco tra la sofferenza e la libertà.
La libertà di riuscire ad evadere dalla gabbia mentale dove spesso ci si rinchiude a lottare con i propri problemi che non portano a niente se non all’autodistruzione. Una sensazione che credo un po’ tutti abbiano provato nella vita, accompagnata da un sottofondo musicale. Quel sottofondo, che se ascoltato ora, farebbe riaprire una ferita da tempo chiusa.
