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A spasso per Cagliari

Le uscite didattiche che effettuo con le mie classi del triennio rientrano nell’ambito delle “attività sul territorio” e si configurano come ore di PCTO. Non occorre noleggiare pulmann e percorrere tanti chilometri: in orario scolastico basta semplicemente raggiungere in autonomia i luoghi in cui si iniziano i percorsi e muoversi a piedi per vedere e toccare con mano i beni culturali di cui la nostra splendida città è disseminata. 

Nelle classi terze le lezioni interattive e le verifiche in situ hanno come oggetto la Krly punica e la Caralis romana. Le tappe si snodano tra la necropoli punica di Tivixeddu e le pertinenze della Grotta della Vipera e del predio Ibba, le cisterne di alcuni esercizi commerciali del Corso, i resti della cosiddetta Villa di Tigellio, l’anfiteatro romano e la necropoli tardo punica, romana e altomedievale di Bonaria. 

Le classi quarte, invece, vengono portate preferibilmente nei quartieri di Castello e Stampace per acquisire elementi importanti nella conoscenza  topografica e urbanistica della città medievale. Attraverso itinerari ponderati gli alunni comprendono la viabilità e la lottizzazione del fuso del Castello del Castellum Castri de Kallaro pisano, la forma d’aquila ghibellina e la segnatura cruciforme guelfa degli assi ortogonali leggibili anche nella Caller catalano-aragonese, nella rocca alta come nelle appenditius rimaste fossilizzate per secoli. A Stampace, inoltre, dopo le lezioni frontali più canoniche espletate in classe sul Barocco, gli alunni vengono interrogati in situ sulle chiese concentrate nel quartiere.

Per le quinte, invece, sono previste visite guidate alle collezioni d’arte moderna e contemporanea permanenti e temporanee, accanto a lezioni-esercitazioni sul territorio inerenti l’architettura Neoclassica, Liberty, Razionalista, Brutalista, i nuovi quartieri di edilizia popolare i non luoghi nell’ambito di una visione d’insieme dei piani urbanistici ottocenteschi e novecenteschi.

Le ultime uscite didattiche hanno visto il coinvolgimento delle mie due quinte. Esco sempre con una classe per volta per evitare dispersione, distrazione e danni all’interno di luoghi sensibili, oltre che per una questione di acustica (ma questo è l’ultimo dei problemi). 

Un primo itinerario si è snodato nel colle di Buoncammino, inizialmente inquadrato da un punto di vista geologico e topografico. La prima tappa è stata presso la Cittadella dei Musei. Varcato il portale neoclassico disegnato dal Boyl, abbiamo toccato con mano le stratificazioni e le memorie storiche racchiuse nel complesso polivalente frutto della pregevole ristrutturazione degli anni ’60 e ’70 del Novecento ad opera degli architetti Cecchini e Gazzola: le cisterne romane, il mulino e le fortificazioni spagnole, il carcere di San Pancrazio, i musei, il Dipartimento di Scienze archeologiche e storico-artistiche con la biblioteca specialistica e la cappella settecentesca dell’arsenale. La visita è quindi proseguita all’interno della Galleria Comunale del Giardino Pubblico, dove i ragazzi hanno potuto ammirare dal vivo l’importante Collezione Ingrao d’arte moderna e contemporanea. Quindi, attraverso la strada romana che collega le latomie a mezza costa siamo saliti alla Chiesa di San Lorenzo e al Carcere neoclassico di Buoncammino, dove abbiamo concluso il nostro percorso.

L’ultimo itinerario, infine, si è concentrato sul Colle di San Michele dal cui svettante profilo ad anello non è stato difficile rilevare insieme le propaggini della città storica, le periferie e i nuovi quartieri di edilizia popolare con i vari marcatori territoriali e i non luoghi. La visita è proseguita all’interno del complesso polifunzionale dell’omonimo Castello, di cui gli alunni hanno finalmente compreso la storia plurisecolare, le stratificazioni architettoniche, il recupero attraverso un lungo (e discutibile) restauro. Il terzo step è consistito nell’immersione nella collettiva d’arte contemporanea nostrana “Bucolica Urbana”, dove il rimando con i recentissimi murales della Street Art di Sant’Elia ondeggia tra aspirazioni utopistiche e alienazione distopica. I ragazzi si sono cimentati in una riflessione interattiva imperniata su un doppio binario: stratificazioni, connessioni, legami, sostenibilità, recupero della memoria e ricerca di un senso di appartenenza da una parte; gentrificazione, non luoghi, alienazione e crisi d’identità individuale e collettiva dall’altra. 

Inutile dire che fuori dagli angusti confini spazio-temporali dell’aula scolastica tutti diano di norma il meglio di sé, quanto a concentrazione, partecipazione ed un’interazione creativa che funge di stimolo per una nuova consapevolezza delle infinite ricchezze del territorio più prossimo, eppure così ignorato.

Tengo in serbo tante altre uscite didattiche. Ho sempre portato in giro – a costo zero – amici, conoscenti, parenti e chiunque si mostrasse curioso di apprendere cose nuove. Per il solo piacere di far scoprire parti di città inedite ai più e di condividere e divulgare una conoscenza specialistica, appannaggio di pochi addetti ai lavori. Uscire con gli alunni è sicuramente più impegnativo, ma è anche vero che dà molte più soddisfazioni.

Carla Deplano
Carla Deplano
Docente ITE Martini
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