martedì, Settembre 22, 2026
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Emilio Lussu e la marcia su Roma

Nel centenario della Marcia su Roma (28 Ottobre 1922)  l’ITE Pietro Martini ha organizzato  presso l’Aula Magna Karalis di Via Cesare Cabras, una giornata di approfondimenti e di confronto per riflettere su un evento che tanta parte ha avuto nella storia del Novecento. 

Ospiti della giornata sono stati l’Avvocato Giuseppe Caboni, già Segretario generale del Consiglio regionale, promotore del Museo storico Emilio e Joyce Lussu ad Armungia, nonché amico di Emilio Lussu, e Marco Pignotti, docente di storia contemporanea presso l’Università di Cagliari.

La giornata, voluta e organizzata di concerto dal Dirigente Scolastico Domenico Ripa e dai docenti Lorella Villa, Stefania Stazzu e Andrea Dettori e dalle classi 5D e 5Q, ha visto la partecipazione di tutti i Docenti delle classi quinte e dei rispettivi alunni. Nell’aprire i lavori la prof.ssa Villa si è soffermata sul fatto che sia un dovere morale  promuovere la  riflessione su ciò che il Fascismo realmente è stato per evitare fraintendimenti e banalizzazioni. Ha sottolineato, poi, la resistenza dei sardi nei confronti del regime, anche grazie all’uomo a cui è dedicata la giornata, che definisce il più sardo degli intellettuali sardi

Prosegue il prof. Pignotti, che spiega come la Marcia sembri caduta nell’oblio, perché può essere fastidioso ricordare una delle pagine più tragiche della storia italiana. Pertanto si augura che il suo discorso non sia solo un ripercorrere fatti e antefatti dell’epoca fascista, perché chi studia storia dovrebbe riuscire a renderla meno noiosa pur mantenendo sempre il rigore storico. L’intervento del prof. Pignotti, approfondito, circostanziato e supportato dalla forza di immagini che rimarranno indelebili, ha avuto il suo baricentro nell’analisi delle cause che hanno portato al Fascismo: dalla vittoria mutilata, alla Conferenza di pace di Parigi del 1919, al biennio rosso, alla crisi del primo dopoguerra.

A conclusione la parola è passata all’avvocato Giuseppe Caboni, personale amico di Lussu, che ha risposto alle domande degli studenti.

Per quale motivo il re non fermò Mussolini?

Quando il deputato cagliaritano Cocco-Ortu consigliò al re di dichiarare lo stato d’assedio, questi disse che non sapeva se l’esercito l’avrebbe seguito, temendo il colpo di stato, e pensava che, invece, avvicinarsi al nuovo, cioè al fascismo, avrebbe svecchiato la monarchia e la classe politica. Per questo intervento, dopo venti anni come parlamentare, Cocco-Ortu non fu rieletto nel governo successivo, né fu nominato Senatore del Regno come veniva fatto con tutti i parlamentari che servivano il Paese per così tanto tempo. 

Perché il fascismo nacque proprio in Italia?

Perché negli altri Paesi il progetto di democratizzazione era ben avviato mentre in Italia era ancora in una fase embrionale, e non tutti avevano accettato il suffragio universale. Mussolini intercettò il malcontento e instaurò la dittatura, che era qualcosa di antico, storico, che in Europa piacque e fu replicata da altri Paesi.

Qual’era la personalità di Lussu?

L’ho conosciuto quando aveva 80 anni, ad Armungia, sapevo pochissimo di lui. Ricevette me e mia moglie in casa sua, lui e Joyce erano curiosi e interessati a conoscerci. Anche Joyce era una donna attiva: conobbe Lussu partecipando all’attività clandestina. Di suo marito diceva che era un uomo normale, come tutti, perché tutti siamo al contempo normali e capaci di fare cose straordinarie. L’obiettivo di Joyce era quello di contrastare le differenze tra Nord e Sud del mondo, infatti viaggiò tanto in Africa. Joyce ed Emilio erano due persone colte, ma non per i libri, ma perché viaggiarono e vissero il mondo, che interpretavano in maniera eccellente. Lussu aveva una precisione militare, non accettava ritardi o anticipi, neanche di pochi minuti, così come il giorno che mi conobbe, in cui alle 5 precise si congedò per lavorare al suo libro La difesa di Roma, sulla mancata difesa della capitale durante la Seconda Guerra mondiale.

In che modo Joyce influenzò Lussu?

Joyce era una donna forte, non si faceva sopraffare, ma quando parlava di Lussu sembrava come assorta, in balia dell’immagine di suo marito. Anche Lussu, prima di conoscerla, pensava che non si sarebbe mai legato ad una donna, in quanto avrebbe frenato la sua attività di antifascista, ma non riuscì a resistere a Joyce.

Che rapporto c’era tra Gramsci e Lussu?

Erano grandi amici. Quando fu chiesto a Lussu perché non scrisse di Gramsci, rispose che non scriveva dei fratelli. Poco prima che Gramsci venisse arrestato, Lussu gli consigliò di fuggire, perché i rappresentanti del popolo hanno il dovere di non farsi uccidere, motivo per cui lui stesso non usciva mai senza pistola. Ma Antonio Gramsci era un uomo debilitato, mentalmente e fisicamente, e non ebbe le forze per evitare il suo arresto. Lussu dichiarò in seguito che aveva un piano per liberare il suo amico, ma quando propose il suo piano al partito, non gli fu permesso di attuarlo, aggiungendo: Nino l’avrei preso in braccio, io!.

La giornata è proseguita con la presentazione dei podcast realizzati dalle classi 5Q e 5D coadiuvate dalle docenti Stefania Stazzu e Lorella Villa e con la lettura di alcuni passi tratti da Un anno sull’altipiano e Marcia su Roma e dintorni accompagnati alla chitarra dalla studentessa di 5D Claudia Usai.

(Di Giuseppe Guerrini, foto di Manuel Favaloro)

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Giuseppe Guerrini
Giuseppe Guerrini
Studente ITE Martini Diplomato AS 2022/2023
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