lunedì, Settembre 21, 2026
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Ma cosa ne sanno gli influencer?!

Siete convinti che prima di Kylie Jenner e Kim Kardashian la società attuasse scelte di testa propria? O  vi siete chiesti se vi erano personalità di spicco che riuscissero ad influenzare le scelte altrui? 

Soprattutto durante il corso del ventunesimo secolo si è parlato di un nuovo mestiere che prende piede prevalentemente sui social network e negli ultimi anni si sta diffondendo sempre di più. 

Come avrete sicuramente intuito sto parlando della figura dell’influencer, ma quello che molti non sanno è che Chiara Ferragni o Giulia de Lellis non sono le prime ad avere esercitato un ruolo di importanza tale da indurre il proprio seguito a emularle. 

Colui può essere considerato il pioniere di questo mestiere è Gabriele D’Annunzio, egli infatti era in grado di influire sul pensiero delle persone attraverso i suoi scritti e le sue poesie. Venerava la bellezza, il suo era definito appunto culto della bellezza; era un esteta e amante di tutto ciò che potesse favorire lo splendore del proprio aspetto. Se fosse stato ancora in vita sicuramente non si sarebbe messo problemi a sponsorizzare i lip gloss di Kylie Cosmetics! 

Anche dal punto di vista politico ebbe molta rilevanza: basti pensare all’episodio del 5 maggio 1915 quando tenne un importante discorso che influenzò gli animi dei politici sull’intenzione di voler prendere parte alla prima guerra mondiale.  

Sicuramente la crescita degli influencer è stata favorita dall’utilizzo sempre più costante dei Social  Network, quali Instagram o Facebook, utilizzati prevalentemente dai giovani che hanno quasi la  “necessità” di avere come esempio da seguire una persona mediaticamente “potente”. E così come i giovani di oggi sono spinti all’acquisto di completini per la palestra, anche l’Italia nel 1915 è stata influenzata da D’Annunzio nella decisione di entrare in guerra: penserete che sia un paragone stupido ma la logica di “influenza” era la medesima. 

Un esempio attuale su questo aspetto negativo è quello del fast fashion, sponsorizzato dagli influencer moderni, ossia quella modalità di produzione veloce, che purtroppo aggrava il fenomeno dello sfruttamento dei lavoratori (tra cui i minori), costretti a svolgere un’intensa attività di lavoro che mette a rischio la loro salute e sicurezza. Inoltre, all’interno di varie piattaforme di divulgazione, tra cui Tik Tok, si diffondono sempre più spesso video che accrescono il problema dei disturbi alimentari e depressione, portando il pubblico giovanile ad essere influenzato da questi contenuti che promettono di insegnare una corretta alimentazione che in realtà si rivela essere totalmente errata. Non bisogna mai affidarsi ad un “nutrizionista fasullo” nel caso ci si trovasse in difficoltà, ma è sempre buona cosa recarsi da uno specialista proprio per evitare tali problemi. 

Spesso il lavoro degli influencer non si limita alla creazione di semplici storie su Instagram, bensì sponsorizzano prodotti o fondano un business basato sulla loro importanza (basti pensare a dei creator di Tik Tok che in seguito ad un aumento di followers hanno potuto sponsorizzare\fondare il proprio small business\negozio). 

Così come al giorno d’oggi gli influencer comunicano al mondo attraverso i social, la divulgazione nel periodo della Prima Guerra Mondiale avveniva prevalentemente attraverso la pubblicazione su carta stampata. Infatti D’Annunzio si può identificare non solo come letterato ma anche come giornalista. Gli articoli pubblicati e scritti da lui sul giornale avevano a che fare spesso con la necessità dell’intervento dell’Italia. Nell’aprile del 1915 il governo italiano decise l’entrata in guerra: anche gli articoli di D’Annunzio avevano avuto il loro peso. 

Ispirarsi ad una celebrità non crea problemi a nessuno nel momento in cui il comportamento emulato non arrechi danni a sé stessi o alla società. È bene quindi comprendere che non tutto ciò che vediamo sui social o su altri siti di informazione deve essere necessariamente preso come punto di riferimento. 
(di Giulia Orrù e Carlotta Onnis)

Giulia Orrù
Giulia Orrù
Studentessa ITE Martini Classe 4 C
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