Enzo Tortora, conosciuto soprattutto per la sua esperienza come conduttore televisivo, divenne protagonista di una vicenda giudiziaria che lo portò a subire un’ingiusta accusa di associazione a delinquere e traffico di droga. La sua figura è stata al centro di un dibattito pubblico che ha coinvolto tutta l’Italia e che, ancora oggi, suscita interesse e curiosità. Tutto è iniziato nel 1983, quando Enzo Tortora è stato arrestato con l’accusa di essere coinvolto in traffico internazionale di stupefacenti. L’accusa si basava sulle dichiarazioni di due pentiti, rivelatesi poi solo calunnie, secondo i quali Tortora avrebbe spacciato droga nel mondo dello spettacolo per conto di un importante nome della Camorra. La notizia del suo arresto ha fatto scalpore in tutto il mondo e moltissime persone, tra cui scrittori, artisti e politici, sin dal primo momento, hanno mostrato il loro sostegno e si sono interessate alla sua storia.
Durante il processo ci sono stati risvolti inattesi: hanno cercato di far sembrare Tortora una persona senza scrupoli, ma in realtà era un uomo onesto che lottava contro le mafie e il crimine organizzato.
La sua vicenda giudiziaria è stata segnata anche da una serie di errori e di violazioni dei diritti. Tortora, tuttavia, non si è mai arreso ma, al contrario, ha continuato a combattere per dimostrare la propria innocenza sino a quel 15 Settembre 1986 quando, a conclusione del processo di secondo grado, cominciato nel maggio dello stesso anno, i giudici lo assolvono con formula piena. La sentenza fu confermata dalla Cassazione nel 1987 e ha segnato la fine di un’esperienza devastante ma, purtroppo, poco dopo, anche la fine di una vita. Enzo Tortora, infatti, muore ad appena un anno dalla conclusione definitiva del processo, chiedendo di essere sepolto insieme ad una copia della Storia della colonna infame di Alessandro Manzoni. Era il Maggio del 1988.
La storia di Enzo Tortora è ancora oggi un esempio del modo in cui la giustizia può sbagliare e ci insegna che dobbiamo sempre combattere le ingiustizie senza mai arrenderci.
