La XIII edizione Giochi Matematici del Mediterraneo (GMM), organizzati dall’Accademia Italiana per la Promozione della Matematica (https://www.accademiamatematica.it/) ha visto la partecipazione di oltre 270.000 studenti di tutta Italia, dalla terza elementare alla terza superiore.

Come di consueto, ormai, l’attività del gruppo GMM è iniziata nella seconda metà di ottobre, con la creazione della classe dei GMM alla quale sono stati invitati circa 30 studenti di tutta la scuola.
Dopo le prime due fasi (qualificazioni del 5 novembre e la finale di istituto del 1 Dicembre), l’11 di marzo la nostra scuola ha ospitato la finale di area, nella nostra sede di Via Cabras: più di centoventi ragazzi dalla terza elementare alla seconda superiore delle scuole della zona di Cagliari e del sud Sardegna come Carbonia, Villacidro e Iglesias si sono dati battaglia per conquistare la finale nazionale
Per la nostra scuola si sono spalancate le porte delle finali nazionali di Palermo del 14 maggio per due studenti del nostro I.T.E. “Martini”: Martino Mingioni della 1 A e Edoardo Usai della 2 L. Dopo gli anni del COVID, finalmente, siamo tornati a fare in presenza la finale nazionale. Così, domenica 14 maggio, la Città Universitaria di Palermo, precisamente la facoltà di matematica e fisica, ha accolto i 900 finalisti nazionali.

Come ho avuto modo di dire ad altri colleghi, auguro a chiunque faccia il mestiere di docente di provare la gioia di trovarsi in una simile manifestazione: studentesse e studenti di tutta Italia, di scuole diverse, dalle elementari alle superiori, tutti insieme, felici e spensierati, che si sono dati battaglia nel senso più bello del termine per il solo gusto di competere, nel rispetto e nell’amicizia di tutti con tutti. I finalisti sono stati sistemati in 5 aule della facoltà e una cosa molto bella, come si vede nelle foto, è che in ogni aula c’erano studenti piccoli insieme ai più grandi, seduti in posti alternati, ma insieme per fare ognuno la propria prova.
Per capire, l’aria che si respirava, basti un esempio per tutti: dopo le prove, in attesa delle premiazioni, mi sono trovato con un paio di ragazzini di quinta elementare di Cesena a far vedere loro il funzionamento del pendolo di Foucault, che era in mostra nei corridoi della facoltà, a ricordo del celebre esperimento di fisica che spiega la rotazione terrestre.
Chiunque era lì era contento di esserci e tutti venivano applauditi, perché ognuno si è guadagnato la sua posizione in classifica. I Giochi hanno un motto: “C’è uno che vince, ma nessuno perde”, perché tutti erano ben contenti di aver partecipato, sapendo che chi stava davanti in graduatoria era lì perché… era più bravo, anche se tutti erano bravi. C’era questo senso di “appartenenza” che coinvolgeva tutti. I nostri due studenti, Martino ed Edoardo, appena finite le prove, si sono messi in un’aula a discutere tra di loro di come avevano svolto gli esercizi, non sono andati a riposare o a fare due passi per la facoltà. Non ci credete? Eccoli qui, dopo la finale.

Poi, dopo il pranzo tutti insieme nella mensa universitaria, nel pomeriggio c’è stato il bellissimo momento delle premiazioni, che è la chiusura delle finali… e i nostri due sono stati applauditi proprio come chiunque altro.
In conclusione, l’edizione 2023 dei Giochi è stata veramente bellissima. La finale nazionale è stata la ciliegina sulla torta. Speriamo che per il 2024, ci siano altri studenti e studentesse che possano seguire le orme dei nostri Martino ed Edoardo.
