sabato, Settembre 12, 2026
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Siamo solo otto miliardi di persone 

Gli esseri umani sul pianeta terra sono ormai quasi otto miliardi. Le Nazioni Unite avevano già previsto che la popolazione mondiale avrebbe superato questo traguardo il 15 Novembre del 2022, dodici anni dopo aver raggiunto i sette miliardi nel 2010. 

Un record che testimonia i progressi e i successi scientifici compiuti in campo medico e sanitario per cui si tornerà a discutere della necessità di aumentare la produzione alimentare per poter sfamare l’intera popolazione della Terra. 

Il pianeta ha risorse sufficienti a questo scopo solo che ci sono tantissimi sprechi, cibo che viene buttato via senza essere stato consumato, talvolta scartato perché in eccesso rispetto alla necessità o sprecato da noi consumatori dei paesi ricchi. Per questo, ancora oggi, ottocento milioni di persone ogni anno soffrono la fame. 

Un altro dato deve far riflettere: il 13% degli adulti che vivono nel mondo è obeso per cui da una parte c’è chi muore di fame, dall’altra chi convive con malattie dovute alla sovralimentazione o alla cattiva alimentazione. 

Pertanto, assistiamo a un grande fallimento da parte delle attuali politiche alimentari: il cibo oggi non è per tutti e non è pulito.

Otto miliardi di persone potrebbero vivere e alimentarsi in modo sostenibile se si utilizzassero le risorse in modo corretto. Infatti, alimentarsi in modo sostenibile significa far sì che ciò che noi sfruttiamo oggi possa continuare ad essere sfruttato dai nostri figli, a partire dal suolo. Allo stesso modo anche l’agricoltura, per essere sostenibile, dovrebbe abbandonare i pesticidi. Per sfamare otto miliardi di persone la strada è tanto chiara quanto rivoluzionaria: smettere di inseguire la produttività e cominciare a difendere la produzione alimentare. 

Il cibo dev’essere un diritto per la salute del pianeta e del futuro stesso dell’umanità. Nel mondo ci sono tante realtà virtuose come, ad esempio, le milioni di imprese familiari oppure le piccole cooperative, attività enormemente preziose, da sostenere, ma che, invece, si trovano, spesso, strozzate da un sistema che privilegia ancora le grandi multinazionali.

Angelica Cancedda
Angelica Cancedda
Studentessa ITE P. Martini
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