sabato, Settembre 12, 2026
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Lettera a un deportato nei campi di sterminio

Cara Anne,

guardando l’immagine di questo braccio tatuato con dei numeri, mi è venuto in mente che oggi tatuarsi è diventata una vera e propria moda perfino tra i ragazzi più giovani, anche tatuarsi dei numeri che simboleggiano una data importante: la nascita di una persona cara o il fidanzamento con la persona di cui si è innamorati. Ma quei numeri che sono stati tatuati sul tuo braccio hanno un altro significato, un significato terribile, che testimonia quanto possono essere crudeli gli uomini, perché quei numeri indicano il tuo nuovo nome. Da quel giorno, infatti, tu non saresti più stata chiamata Anne Frank ma solo con quel numero, perché per quelle persone la tua identità non valeva niente come la tua vita. Oggi i ragazzi fanno a gara per tatuarsi, e il tatuaggio esprime qualcosa di loro, ma sicuramente tu non eri felice di quel tatuaggio perché quei numeri non esprimevano niente di te, ma solo la crudeltà umana. 

Spesso a scuola ho letto il diario che hai scritto prima di essere catturata: eri una ragazza come me, con tanti sogni che, però purtroppo, non hai mai potuto realizzare perché ti è stato impedito. Questo mi rattrista molto, ma la cosa che mi rattrista di più è che non posso dirti che le cose siano migliorate, perché, anche se tutti gli anni ricordiamo te e quello che è accaduto in quegli anni, ancora oggi si combattono guerre e questo dimostra che gli uomini non hanno capito il male e le sofferenze che causano agli altri. Chissà, forse, un giorno le cose cambieranno e  riusciremo a vivere tutti insieme in pace. 

Con la collaborazione di Karol Mereu 1^D

Lorenzo Piludu
Lorenzo Piludu
Classe 1 D ITE P. Martini
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