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Perché Filippine?

Innanzitutto, entrambi i miei genitori sono filippini tuttavia non ho mai avuto la possibilità di poter visitare il mio Paese. Per questo motivo ho deciso, con questo articolo, di conoscere meglio e di approfondire la mia stessa cultura e tradizione insieme a voi!

Dati amministrativi

Nome ufficiale: Repubblica delle Filippine
Lingua Ufficiale: Filippino (Tagalog) e Inglese
Capitale: Manila
Valuta: Peso (1€ = 52 pesos)
Forma di Governo: Repubblica presidenziale
Capo di Stato: Ferdinand Marcos Jr.
Continente: Asia (Sud-Est asiatico)
Superficie: 300.000 km2
Popolazione: 109,6 milioni (2020)
ISU: 0,644 (sviluppo medio)

Curiosità 1: la bandiera.
Il colore bianco simboleggia l’uguaglianza e l’unità; il colore blu simboleggia la pace e la giustizia; il colore rosso simboleggia il valore; il sole con gli otto raggi, simili a spade, rappresentano la otto province sottoposte alla legge marziale spagnola; le tre stelle d’oro simboleggiano i tre principali arcipelaghi del paese: Luzon, Visaya e Mindanao.

Curiosità 2: come ci muoviamo?
Molti paesi asiatici sono famosi per avere dei mezzi di trasporto particolari: dai tuk-tuk indiani, ai tricicli filippini. I tricicli sono delle specie di sidecar costruiti artigianalmente, super colorati e con un tocco di personalità (anche un po’ troppa a volte). Ad una motocicletta creano attorno una struttura con una carrozza laterale che può trasportare fino a 3 passeggeri. I tricicli sono perfetti per spostamenti brevi ed hanno un costo davvero irrisorio: anche se non ne avessi necessità, ti consiglio di fare comunque un giro in sella!

Curiosità 3: Il basket
Lo sport più amato nelle Filippine è il basket: in tutti i centri, dai piccoli villaggi alle grandi città, ci sono campi da basket in cui i ragazzi si allenano e organizzano tornei.
Ma non solo: il basket è anche uno degli sport più popolari da guardare in TV, al punto che le partite delle squadre locali e di quelle estere tengono incollati gli appassionati ai loro telefonini, e molte partite vengono trasmesse negli aeroporti e nelle stazioni!

Curiosità 4: Come mangiamo a tavola?
Prima ancora dell’arrivo degli spagnoli, a tavola era previsto mangiare con le mani… cosa che ancora alcuni filippini fanno!
Abbiamo ereditato il cucchiaio e la forchetta ma non utilizziamo il coltello. Per tagliare usiamo il cucchiaio! Ovviamente per la fase della preparazione in cucina, si utilizza il coltello grande ma in tavola non esistono i classici coltelli.

Curiosità 5: Nelle Filippine non si può fumare (neppure le sigarette elettroniche).
In realtà è possibile fumare nelle Filippine, ma solo nelle aree fumatori all’aperto (incluse le sigarette elettroniche). Al di fuori di queste zone è vietato fumare, così come nei locali e negli altri luoghi pubblici. Per chi non rispetta la legge, sono previsti quattro mesi di prigione e una multa fino a 5 mila pesos (circa 100 €).

Curiosità 6: Il Karaoke
Non si è mai stato nelle Filippine se non si ha mai partecipato all’azione base della cultura filippina: il Karaoke. Passeggiando tra le case o i centri commerciali, si possono sentire delle note nell’aria scandite da un microfono. Il Karaoke è una questione di famiglia, quartiere e nazionale. Una festa non si può considerare tale se non c’è un karaoke: e non è un vero karaoke se non ci sono fiumi di birra!

Curiosità 7 : il rispetto nelle relazioni
Al centro di tutta la cultura filippina c’è il rispetto che si manifesta in tantissimi aspetti nelle relazioni. Infatti, il rispetto è qualcosa di innato e che non si guadagna. Infatti, nelle relazioni bisogna portare rispetto in particolare modo a chi è più grande di te. Questo rispetto è quasi formale perché ci sono delle usanze anche solo per chiamare o rivolgersi a una persona più grande di te:

  • Kuya (si pronuncia cuìa): viene utilizzato per rivolgersi a un ragazzo più grande di te, anche se solo di un anno.
  • Ate (si pronuncia àte): è la versione femminile di “Kuya” e si utilizza per rivolgersi a ragazze più grandi di te, anche di solo un anno.
  • Tita e Tito: significa letteralmente “zia” e “zio” e si usa per le persone che sono molto più grandi di te ma non così giovani da essere chiamati Kuya e Ate. Per esempio, se incontrassi una persona che ha l’età di mamma dovrei rivolgermi chiamandola tita. Questo fa capire che la comunità è al centro di tutto e non occorre avere un legame di sangue per essere connessi con una persona.
  • Nanay e Tatay: significano letteralmente “mamma” e “papà”. Si usano per le persone anziane.
Teffanyfuerte Real
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Classe 5Q ITE P. Martini
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